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L’Italia nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dal 1 gennaio 2017

Data:

16/01/2017


L’Italia nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dal 1 gennaio 2017

A seguito dell'elezione del 28 giugno 2016 e il successivo accordo con i Paesi Bassi sulla divisione del mandato biennale per il 2017-2018, l'Italia è entrata a fare parte, dallo scorso 1° gennaio, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite come membro non permanente.

L'Italia svolgerà tale incarico fino al 31 dicembre 2017 per poi passare il testimone ai Paesi Bassi, con cui continuerà a collaborare sui temi principali in discussione. Oltre all'Italia e ai cinque membri permanenti (Cina, Federazione Russa, Francia, Regno Unito e Stati Uniti), saranno membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza nel corso dell'anno Bolivia, Egitto, Etiopia, Giappone, Kazakhstan, Senegal, Svezia, Ucraina e Uruguay.

Membro delle Nazioni Unite dal 1955, l'Italia ha già partecipato ai lavori del Consiglio di Sicurezza in sei occasioni (1959-1960, 1971-1972, 1975-1976, 1987-1988, 1995-1996, 2007-2008).

L'Italia, come Paese mediterraneo con una naturale predisposizione a "costruire ponti", si propone di portare, quest'anno, in Consiglio di Sicurezza un proprio contributo alle discussioni in termini di trasparenza e di inclusività, assegnando alla diplomazia preventiva e al dialogo politico il primato sull'uso della forza. Come già nel corso dei precedenti mandati, continuerà a basare la propria azione sui principi di una diplomazia multilaterale volta a porre le condizioni per il rafforzamento della pace, della prosperità, dello sviluppo sostenibile e delle libertà fondamentali di tutti gli individui.

Come si evince dal presente manifesto, il focus dell'azione italiana sarà su come affrontare le nuove sfide globali, così come delineate dalle Agende "2030" e "Sustaining peace", e su come rafforzare l'indissolubile legame tra pace, sicurezza e sviluppo. Prevenzione dei conflitti attraverso un approccio civile-militare integrato, protezione del patrimonio storico e culturale nelle aree di conflitto, rafforzamento del ruolo delle donne nei processi di pace, contrasto al terrorismo, lotta al cambiamento climatico e all'insicurezza alimentare, gestione dei flussi migratori di massa e riforma dei metodi di lavoro del Consiglio di Sicurezza sono solo alcuni fra i temi che l'Italia porrà al centro della propria azione.

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